Formazione Finanziata

Servizi di progettazione e rendicontazione per la formazione finanziata

L’avviso i suoi contenuti e le regole dei fondi

  • Studio ed analisi del regolamento per ogni singolo fondo
  • Analisi dell’avviso in cui sono contenute le informazioni e le modalità utili per la presentazione del piano formativo
  • Studio e analisi del vademecum in cui sono evidenziate le regole dei massimali
  • Studio e analisi delle linee guida (che sostituisce l’avviso)

Progettazione

  • Analisi dei fabbisogni formativi
  • Indicazioni e stesura della progettazione “di massima” del piano

Studio di fattibilità

  • Processo al piano per adattarlo alle caratteristiche richieste e alle linee guida del fondo
  • Verifica della proposta formativa complessiva
  • Verifica dei requisiti operativi dell’azienda ai fini di realizzazione
  • Definire gli obiettivi, le finalità ed i risultati attesi
  • Definire il piano di massima e individuare i costi da sostenere e la loro ammissibilità
  • Definire il ruolo dei soggetti coinvolti (soggetto presentatore, ente attuatore)
  • Definire i sistemi di monitoraggio e valutazione
  • Discussione e rapporti continui col fondo per definire al meglio il piano

Predisposizione domanda di contributo

  • Analisi del formulario e predisposizione della documentazione legale ed amministrativa
  • Stesura della relazione di motivazione della richiesta di contributo evidenziando il processo formativo, gli obiettivi, le finalità e i risultati attesi
  • Definizione del piano finanziario definitivo determinando, col cliente, tutti costi richiesti a rimborso e ammissibili
  • Assistenza e intervento, se richiesto, all’incontro sindacale per la stesura dell’accordo
  • Inoltro al fondo del progetto definitivo

Gestione del piano

  • Predisposizione degli atti legali ed amministrativi per l’avvio delle attività progettate
  • Definizione, col cliente, della pianificazione delle attività operative
  • Preparazione della modulistica per la gestione degli incarichi (personale interno, esterno, docenti, tutor, etc…)
  • Inserimento dati (nelle piattaforme on-line) del personale coinvolto nel progetto
  • Preparazione e invio dei registri (presenze, pasti, materiale didattico, patto formativo, etc…)
  • Trasmissione al fondo di tutti i dati richiesti
  • Gestione delle informazioni tra il cliente e il fondo attraverso il gestionale del fondo stesso
  • Gestione dell’archivio di tutta la documentazione del piano
  • Monitoraggio corsi
  • Assistenza costante all’azienda per qualsiasi problematica

Rendicontazione

  • Predisposizione della modulistica – Incarichi fornitori o interni
  • Determinazione costi interni
  • Fatture fornitori
  • Controllo dei registri e dei documenti elaborati nel progetto
  • Supporto al cliente per l’attivazione delle procedure contabili
  • Controllo e monitoraggio costi ammissibili (massimali di spesa, costo orario, personale interno etc…)
  • Supervisione e monitoraggio per rispettare tutte le procedure contabili
  • Implementazione e inserimento dati presenze, costi interni ed esterni, fatture relative ai vari centri di costo e gestionale fondo
  • Analisi col revisore contabile dei costi da imputare al bilancio
  • Simulare la rendicontazione dei vari stati di avanzamento del lavoro per monitorare e mantenere allineati i costi effettivamente ammissibili.
  • Assistere il revisore contabile nella certificazione dei costi e nella stesura della relazione della certificazione
  • Stesura della relazione finale comprensiva, oltre che di tutta l’attività formativa, anche di quella amministrativa e gestionale
  • Presentazione e discussione del lavoro al fondo

Faq Formazione

La normativa prevede che un Fondo possa essere costituito attraverso un Accordo siglato da Confederazioni nazionali di rappresentanza dei datori di lavoro (ad esempio la Confindustria, la Confapi, la Confcommercio, etc.) e le Confederazioni sindacali nazionali dei lavoratori (ad esempio, CGIL, CISL, UIL). Sulla base dell’accordo le parti elaborano uno Statuto ed un Regolamento che vengono sottoposti all’esame del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per ottenere, attraverso specifico Decreto ministeriale, l’autorizzazione ad operare.

Il loro compito però non si esaurisce con il sostegno finanziario ai Piani formativi. Le strutture del Fondo (centrali ed eventualmente periferiche) sono al servizio delle imprese (e dei territori o dei settori) per fornire assistenza tecnica a tutti i livelli. Ad esempio, nell’individuazione delle figure professionali oggetto degli interventi e nella elaborazione dei Piani formativi. Le imprese dovranno rivolgersi a ciascun Fondo per conoscere meglio i servizi offerti.

Con la Circolare INPS n. 71 del 2003 e con la successiva Circolare n. 60 del 2004 sono definite le procedure che prevedono che in appositi spazi venga indicato il Fondo prescelto (identificato con un codice) e il numero dei lavoratori soggetti al contributo obbligatorio dello 0,30. L’adesione produce i suoi effetti a partire dal primo gennaio dell’anno seguente a quello dell’adesione. Ad esempio, indicando l’adesione nel modello del mese di maggio-giugno 2004, gli effetti si produrranno a partire dal 1 gennaio 2005, e da quel momento parte del contributo versato sarà trasferito direttamente dall’INPS al Fondo indicato. Le disdette si effettuano allo stesso modo delle adesioni e come queste ultime producono i loro effetti a partire dall’anno seguente.

Le comunicazioni dei Fondi saranno adeguatamente pubblicizzate presso le imprese aderenti attraverso le procedure e con l’utilizzo degli strumenti che ciascun Fondo riterràà più opportuni (ad esempio, informative sul bollettino periodico delle organizzazioni, comunicazioni dirette alle imprese aderenti, campagne pubblicitarie sulla stampa locale o nazionale, etc.). I Piani formativi da finanziare saranno poi selezionati dagli organi del Fondo.

Negli Statuti di alcuni Fondi si fa riferimento ad alcune specifiche forme di impresa e quindi si limita l’adesione al Fondo solo a quella particolare categoria di impresa. Resta fermo il principio che una stessa impresa può aderire ad un solo Fondo (vedere però anche la FAQ seguente).

Ad esempio, nel caso di un Piano formativo aziendale, esso dovrà essere formalmente approvato sia dall’impresa, sia dalla rappresentanza sindacale aziendale (o in mancanza di questa, dalle organizzazioni sindacali territoriali). Stessa cosa per i Piani formativi territoriali o settoriali, che dovranno avere l’approvazione delle organizzazioni di rappresentanza (datoriali e sindacali) competenti territorialmente o settorialmente.

Il Piano formativo individuale riguarda la formazione di un singolo lavoratore. Anche in questo caso, tuttavia, il Piano deve avere la condivisione delle parti sociali e quindi dell’impresa di appartenenza del lavoratore. Ciò non significa che un singolo lavoratore debba attendere una proposta dell’impresa, può sollecitare il proprio datore di lavoro e le rappresentanze sindacali aziendali per cogliere le eventuali opportunità offerte dal Fondo a cui l’impresa ha aderito.

Si, con circolare INPS del 1 Ottobre 2009 l’istituto stesso consente di utilizzare il DM10 come strumento di adesione, revoca con contestuale trasferimento ad altro fondo. Tale scelta può essere esercitata durante l’intero anno solare. Il contestuale trasferimento ad altro fondo ha effetto dal mese di competenza del DM10 su cui è avvenuta la scelta.

No, in quanto nella circolare del 01 Ottobre 2009 si può trasferire ad un altro fondo il 70% del totale delle somme confluite nel triennio precedente al fondo scelto in origine (al netto, chiaramente, del finanziamento già utilizzato).

Si, basta comunicare (sul dm10) utilizzando i codici REVO e REDI, la revoca del precedente fondo ed inserire contestualmente il codice del nuovo fondo al quale ci si intende trasferire.

Soggetto presentatore è l’unico responsabile per la rendicontazione delle spese sostenute. Soggetto beneficiario sono le imprese che hanno aderito al fondo prescelto e i cui lavoratori sono i destinatari dell’attività formativa. Il soggetto presentatore può anche essere beneficiario. Soggetto attuatore può svolgere qualsiasi attività del piano, fondamentale avere i requisiti richiesti (certificati qualità EA37 o accreditati in regione).

Prima di tutto va chiarito che la delega a terzi è da intendersi rivolta a prestazioni fatte da enti, società in quanto per le prestazioni professionali individuali non esiste la delega. Nei casi di delega a società il soggetto presentatore potrà richiedere al fondo di delegare l’attività formativa a soggetti terzi fino ad un valore massimo del 30% del finanziamento ottenuto (è chiaro che il sogetto terzo deve possedere i requisiti richiesti dal fondo).